Vivere con ciò che apporta realmente valore alla nostra vita.

Vivere con l’essenziale ed essere realmente consapevoli di ciò che acquistiamo non è solo l’ultimo trend del momento, chiamato anche Minimalismo. E’ uno stile di vita vero e proprio, incentrato maggiormente sull’ascolto dei bisogni personali interiori anzichè esteriori.

La nostra società moderna ci ha portato a un livello di consumismo estremo. Avere l’ultimo modello di smartphone è quasi un must, la cosi detta fast fashion “moda veloce” dove Brand come H&M, Zara, Mango ecc sfruttano gli operai dei paesi asiatici (se volete approfondire vi invito a guardare il documentario “The Real Cost“) continua a produrre incessantemente nuovi capi e nuove mode a prezzi bassissimi.

L’acquisto di un capo “low cost” porta le persone a pensare “Ma si, tanto se non lo indosso o si rovina in lavatrice ho speso solo 5 Euro” e quindi grazie a questo meccanismo, i guadagni dei colossi della Fast Fashion sono sempre garantiti.

Per finire si aggiunge anche la continua apertura nelle grandi città di grandi catene di supermercati, a poche centinaia di metri l’uno dall’altro. Sono sempre più lunghe le file dei banchi delle carni e delle verdure, che molto spesso rimangono invendute e quindi gettatate, dopo un paio di giorni se non prima, direttamente nel cestino.

Bombardati di pubblicità a volte acquistiamo prodotti senza neanche accorgerci di ciò che stiamo veramente comprando.

Ho riflettuto a lungo prima di scrivere questo articolo. E’ difficile per me toccare alcuni argomenti di interesse collettivo, poichè ritengo che tutti noi siamo troppo coinvolti direttamente in questo processo di autodistruzione, che non ne vediamo soluzione. O meglio, pensiamo che se non sono i “grandi governi” a cambiare le regole, noi rimaniamo con le mani legate.

Invece sta proprio qui l’errore. Il cambiamento parte anzi deve partire proprio da ognuno di noi.

Non c’è nulla di male nel consumismo affinchè sia di qualità, e apporti reale benessere alla nostra persona, più che sia basato sulla quantità di oggetti che acquistiamo per riempire i nostri vuoti interiori. Basta pensare al cosiddetto “Shopping terapeutico”. L’acquisto di oggetti e abbigliamento in momenti di tristezza o di umore negativo allevia temporaneamente il dolore o l’insoddisfazione. Il picco emozionale derivante il possesso di un nuovo oggetto non andrà mai a sopperire la problematica interiore.

Non mi ritengo una persona minimalista, cerco solo di acquistare solo ciò che veramente apporta un valore nella mia vita senza dover per forza seguire mode o trend del momento. Inoltre sto puntando più a scelte eco sostenibili e cerco di valorizzare le piccole realtà a discapito dei grandi marchi che sfruttano la povertà e la manodopera dei paesi asiatici.

Da quando sto progettando il mio viaggio senza tempo ho rivalutato molti aspetti e molte mie abitudini. Sopratutto sto dando un valore in più al denaro. Penso al mio tempo prezioso che giornalmente trascorro al lavoro per guadagnarmi il denaro e quindi cerco di spenderlo in ciò che credo sia veramente necessario.

La prova che dovrò superare di qui a un paio di mesi sarà: “Mettere la mia vita in uno zaino“. L’idea di dover ridurre all‘essenziale la mia esistenza mi aiuterà a dare un vero valore agli oggetti che già possiedo.

Riguardo al tema del minimalismo vi invito a guardare il documentario su Netflix “The Minimalist” troverete molti approfondimenti interessanti e azioni quotidiane applicabili alla vita di tutti i giorni.

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