Smartphone e Social. Ciò che ci distoglie dalla vita vera.

Suona la sveglia, social.

Prepariamo la colazione, social.

Pausa caffè, social.

Pausa pranzo, social.

Attesa alla cassa, social.

Alla fermata del treno, social.

Dopo cena, social.

Ma in realtà cosa cerchiamo sui social? Perché siamo così interessati a seguire la vita altrui tanto da dimenticarci di vivere appieno la nostra?

I social ci distolgono la vista da ciò che ci circonda e da ciò che realmente conta. Ci perdiamo i tramonti, i momenti con il partner, con i nostri figli, le piccole gioie della vita. Ascoltiamo distratti e rispondiamo assenti.

Quanta vita c’è in ogni attimo al di fuori di noi, quanto tempo trascorriamo tra una pagina e l’altra, saltando da un profilo all’altro, ci perdiamo nei post, a contare il numero di like alla nostra ultima foto, a vedere a coloro a cui è piaciuta e a chi no.

Nel frattempo la vita scorre veloce sotto i nostri occhi immobilizzati e incantati da uno schermo touch. E così si scrolla sù e giù facendo zapping tra un’ app e l’altra senza un’apparente logica. E intanto il tempo ci sfugge di mano.

Il futuro è ormai social. La crescita degli utenti ha portato molte aziende ad espandere la propria rete di vendita sui principali social network. Da questa espansione sono nate nuove opportunità lavorative legate al mondo virtuale. E’ tutto veloce e immediato. Un mondo nuovo di tutto e subito.

Un mondo anche pericoloso, quello dei social network, divenuto anche una piazza dove manifestare e urlare odio e rabbia gratuita.

Impariamo ad usare i social come strumento per condividere amore e rispetto. Smettiamola di invidiare le gioie altrui. Lasciamo stare le battaglie a suon di commenti offensivi e poco costruttivi. Chiediamoci invece da cosa deriva il nostro malcontento e cosa possiamo fare per elaborarlo senza dover necessariamente attaccare qualcuno gratuitamente.

Abbiate il coraggio di essere voi stessi. Toglietevi le maschere e vivete di amore.

Mettete ogni tanto da parte il telefono e godetevi la vita.

Perché la vita vera non è sui social. E’ solo un’illusione momentanea, un piccolo spazio di visibilità astratta. Non permettete che sia il sistema a controllarvi. E sopratutto condividete ciò che può essere di aiuto e ispirazione agli altri.

Vivere con ciò che apporta realmente valore alla nostra vita.

Vivere con l’essenziale ed essere realmente consapevoli di ciò che acquistiamo non è solo l’ultimo trend del momento, chiamato anche Minimalismo. E’ uno stile di vita vero e proprio, incentrato maggiormente sull’ascolto dei bisogni personali interiori anzichè esteriori.

La nostra società moderna ci ha portato a un livello di consumismo estremo. Avere l’ultimo modello di smartphone è quasi un must, la cosi detta fast fashion “moda veloce” dove Brand come H&M, Zara, Mango ecc sfruttano gli operai dei paesi asiatici (se volete approfondire vi invito a guardare il documentario “The Real Cost“) continua a produrre incessantemente nuovi capi e nuove mode a prezzi bassissimi.

L’acquisto di un capo “low cost” porta le persone a pensare “Ma si, tanto se non lo indosso o si rovina in lavatrice ho speso solo 5 Euro” e quindi grazie a questo meccanismo, i guadagni dei colossi della Fast Fashion sono sempre garantiti.

Per finire si aggiunge anche la continua apertura nelle grandi città di grandi catene di supermercati, a poche centinaia di metri l’uno dall’altro. Sono sempre più lunghe le file dei banchi delle carni e delle verdure, che molto spesso rimangono invendute e quindi gettatate, dopo un paio di giorni se non prima, direttamente nel cestino.

Bombardati di pubblicità a volte acquistiamo prodotti senza neanche accorgerci di ciò che stiamo veramente comprando.

Ho riflettuto a lungo prima di scrivere questo articolo. E’ difficile per me toccare alcuni argomenti di interesse collettivo, poichè ritengo che tutti noi siamo troppo coinvolti direttamente in questo processo di autodistruzione, che non ne vediamo soluzione. O meglio, pensiamo che se non sono i “grandi governi” a cambiare le regole, noi rimaniamo con le mani legate.

Invece sta proprio qui l’errore. Il cambiamento parte anzi deve partire proprio da ognuno di noi.

Non c’è nulla di male nel consumismo affinchè sia di qualità, e apporti reale benessere alla nostra persona, più che sia basato sulla quantità di oggetti che acquistiamo per riempire i nostri vuoti interiori. Basta pensare al cosiddetto “Shopping terapeutico”. L’acquisto di oggetti e abbigliamento in momenti di tristezza o di umore negativo allevia temporaneamente il dolore o l’insoddisfazione. Il picco emozionale derivante il possesso di un nuovo oggetto non andrà mai a sopperire la problematica interiore.

Non mi ritengo una persona minimalista, cerco solo di acquistare solo ciò che veramente apporta un valore nella mia vita senza dover per forza seguire mode o trend del momento. Inoltre sto puntando più a scelte eco sostenibili e cerco di valorizzare le piccole realtà a discapito dei grandi marchi che sfruttano la povertà e la manodopera dei paesi asiatici.

Da quando sto progettando il mio viaggio senza tempo ho rivalutato molti aspetti e molte mie abitudini. Sopratutto sto dando un valore in più al denaro. Penso al mio tempo prezioso che giornalmente trascorro al lavoro per guadagnarmi il denaro e quindi cerco di spenderlo in ciò che credo sia veramente necessario.

La prova che dovrò superare di qui a un paio di mesi sarà: “Mettere la mia vita in uno zaino“. L’idea di dover ridurre all‘essenziale la mia esistenza mi aiuterà a dare un vero valore agli oggetti che già possiedo.

Riguardo al tema del minimalismo vi invito a guardare il documentario su Netflix “The Minimalist” troverete molti approfondimenti interessanti e azioni quotidiane applicabili alla vita di tutti i giorni.

Quanti soldi servono per un viaggio a lungo termine?

Mi sono sempre chiesta quanti soldi ci volessero per viaggiare un anno attorno al mondo. Ho letto esperienze di tanti viaggiatori, c’è chi addirittura scriveva di aver speso un totale di 100.000 Euro tra visti, alloggi escursioni ecc

Mi sembrava una cifra assurda ma anche logica, eh si perchè dormire negli hotel ha un suo costo, bisogna anche mangiare e muoversi con i trasporti non è mica gratis. Io quella cifra non ce l’avevo e pensare anche solo di dover spenderne la metà mi sembrava una cosa improponibile per i miei esigui risparmi.

L’argomento soldi ha sempre toccato un tasto importante nella mia crescita. Soldi come unica fonte di sicurezza. Senza soldi non si può fare nulla. Soldi come unico ostacolo tra me e il mio sogno.

Poi con l’avvento dei social vedevo un sacco di gente come me partire così all’avventura con 4 soldi in tasca e mi dicevo: ma loro cosa hanno di diverso da me? Perchè per loro sembra cosi tutto facile partire e mollare tutto?

Viaggiandomi dentro ho cercato di lasciare andare la sicurezza che avevo riguardo ai soldi. Ho pensato a quante persone hanno realizzato i propri sogni senza l’aiuto di nessuno, con poche centinaia di Euro e a quanta determinazione e desiderio ci fosse dietro al loro successo, per cui mi son detta ce la posso fare anche io!

Per cui partirò con giusto la cifra di due stipendi messi da parte da più di un anno questa parte, ho scelto nelle mie destinazioni esperienze di scambi di lavoro con vitto alloggio gratuito(vedi articolo Worldpackers), cercherò per quanto possibile di alloggiare presso i locali (vedi articolo Couchsurfing) e se le mie risorse scarseggeranno non mi scoraggerò per trovare un lavoro momentaneo.

Il budget varia da persona a persona. Io personalmente scelgo varianti ed esperienze più economiche. Il contatto con la popolazione locale è un modo che ritengo essenziale per vivere un viaggio a 360°.

L’unica cosa certa è la voglia di mettermi in gioco in qualsiasi ambito, sia lavorativo che sociale e partirò con la voglia di esplorare quanta più bellezza questo pianeta ha da offrirci.

Alla fine non ho nulla da perdere. I sogni trasformano la vita. I sogni danno un senso alla vita.

Nella vita ciò che fa soffrire ha una lezione importante da donarci.

La sofferenza arriva quando la vita decide di farti un dono, altrimenti senza di essa non sapresti mai cos’è la vita..

Luigi Augusto Belli

Sembra impossibile pensare che dietro a ciò che ci fa stare male, ci distrugge il cuore e ci occupa ossessivamente i pensieri giorno e notte ci sia qualcosa di positivo. Quando la mente è cieca di sofferenza e rabbia l’unica cosa a cui pensiamo è “maledire” chi ci ha messo nel tunnel infinito di notti in bianco e e giornate no, e l’ultima cosa a cui pensiamo è: cosa c’è di positivo in tutto questo?

Il partner che ci lascia all’improvviso, il licenziamento inaspettato al lavoro, l’amica di sempre che non si fa più sentire, un rapporto conflittuale con i genitori e cosi via.. I sensi di colpa non aiutano di certo, ci portano inevitabilmente a pensare quello che sarebbe potuto succedere se le cose fossero andate diversamente.

Il problema è che le cose sono andate esattamente come dovevano andare, inutile forzare il processo della vita, se è vero che tutto accade per una ragione, tutto ciò che di più bello e brutto arriva nella nostra vita è un dono per la nostra crescita.

C’è chi dalle grandi sofferenze come una malattia scopre una forza interiore inimmaginabile e trasforma la sua vita completamente in un’esistenza di gratitudine, oppure chi dopo una relazione andata a male incontra il vero amore, quello che lo fa tornare adolescente, e chi perde il lavoro inaspettatamente non perde tempo e trova il coraggio di rimettersi in gioco, magari inseguendo il sogno di una vita.

Non è detto che le cose belle che la vita ha in serbo per noi arrivino subito, bisogna volerle dal profondo del nostro cuore, cercarle, desiderarle talmente tanto, vedere oltre alle difficoltà e tenere sempre accesa la fiamma della gratitudine e della fiducia in noi stessi.

La vita ci ha preparati anche alle più grandi sofferenze, senza emozioni non saremo vivi. Ogni essere umano è libero di vivere la vita che desidera, ha il libero arbitrio di fare delle scelte, è libero di accettare il dolore come di rifiutarlo.

La lezione che ho imparato recentemente deriva da una sofferenza. Non penso alla persona che me l’ha causata, penso alla vita che mi ha offerto un’opportunità di crescita. Perchè è umano prendersela con qualcosa o qualcuno per le difficoltà che ci ha creato, ma è più costruttivo vederla da un’altra prospettiva, è un’po come giudicare la situazione dall’esterno.

Hai presente quando abbiamo bisogno di un consiglio di un amico e quello che lui stesso ci offre è la migliore alternativa? Il parere arriva da una persona emotivamente non coinvolta direttamente nei fatti perciò riesce a dare una soluzione più concreta e costruttiva.

Ecco per me trarre lezioni dalle sofferenze vuol dire mettermi al posto dell’amico per vedere più chiara la mia situazione e trovare un senso a ciò che mi sta facendo soffrire.

E’ un’po come essere i migliori amici di se stessi. Vedere la situazione da fuori significa anche domandarsi: Che consiglio darei a me stessa? E’ un esercizio volte difficile da mettere in atto ma che a volte può portare a grandi risultati.

La vita è meravigliosa. La vità è difficolta. La vita è movimento.

I numeri hanno sempre un messaggio da darci. Questo libro vi darà le risposte che cercate.

Da quando ho iniziato a Viaggiarmi Dentro in modo profondo e consapevole ho capito che oltre a ciò che fisicamente mi circonda c’è un Universo da scoprire.

La parola Universo mi ha sempre fatto pensare alle galassie, ai pianeti che circondano la terra e alle costellazioni, un cosmo di realtà infinite e intoccabili.

Oggi giorno si parla molto di risveglio spirituale, io credo che ogni essere umano abbia i suoi tempi per cercare le proprie verità interiori, possono emergere grazie alla lettura, a incontri meditativi o semplicemente rimanendo colpiti da alcune citazioni percepite in risonanza con la vita di adesso.

Io ho trovato alcune di queste verità personali nel libro: “1001 messaggi dall’Universo”. A tutti almeno una volta nella vita sarà capitato di essere stati attirati da uno o più numeri, a volte si presentano in maniera ricorrente, a volte li notiamo per caso (che non è mai un caso) su uno scontrino, una targa e così via..

Il libro di cui vi parlo e’per me una sorta di guida, trovo la simbologia numerica attraverso il quale l’Universo ci manda messaggi, una soluzione curiosa per l’esplorazione di noi stessi.

Mi capita di vivere momenti difficili o situazioni dove la risposta che cerco non arriva. Così fiduciosa attendo che un numero mi arrivi all’occhio e con grande stupore scopro nel libro un messaggio corrispondente alla risposta che cerco.

Vivo questa ricerca come un gioco, e prendo per vero ciò che sento più affine al mio essere senza attribuire ai messaggi verità assolute.

Credo che tutto ciò che mi accade abbia un filo logico, mi piace pensare all’Universo come a un’entità divina che mi guida nel percorso terreno chiamato Vita.

A chi vuole sperimentare questo modo diverso e divertente di vedere la vita consiglio l’acquisto del libro.

Worldpackers: Un modo di viaggiare diverso.

Grazie al blog ViaggioSoloAndata ho scoperto Worldpackers, una piattaforma basata sullo scambio tra viaggiatori e host (ostelli, ecoprogetti, farm), i primi offrono le loro competenze in cambio di alloggio da questi ultimi.

Fare un’ esperienza di 2/3 settimane permette di risparmiare a chi come me non ha scelto la tenda come sistemazione di viaggio diverse centinaia di Euro. Dopo aver fatto questa considerazione mi sono iscritta alla piattaforma spendendo circa 49$ per un anno intero di abbonamento e la possibilità di contattare host di tutto il mondo.

Il fatto di poter offrire il mio aiuto in cambio di alloggio gratuito mi ha sollevato dal pensiero di dover stare via diversi mesi e dover cercare sistemazioni a pagamento.

Mi elettrizza l’idea di fare nuove esperienze e di stare a contatto con la cultura locale. Credo che un vero viaggio significhi anche questo, rapportarsi con usanze e stili di vita diversi dai nostri, imparare a vedere il mondo con occhi diversi,avere spirito di adattamento in situazioni avverse e riuscire comunque a vederne il lato positivo o trarne una lezione.

E’un po come il percorso della nostra vita interiore. Ogni giorno l’ essere umano si rapporta con i propri conflitti interiori, con le gioie, con i dolori, con le paure e con i successi. Senza tutto questo turbine di emozioni non saremo Vivi. Ogni cosa nella vita arriva per portarci una lezione . Viaggiarsi dentro è anche imparare ad accettarci per come siamo e fare dei piccoli passi per evolvere nella più bella realizzazione che vogliamo di noi.

Perchè Viaggiare è una continua scoperta di noi stessi. Dentro e fuori.

La paura. Un ostacolo tra me e il mio sogno.

Quando si tratta di prendere decisioni importanti ho sempre paura di non fare la scelta giusta, è sempre un bivio, ci sono delle conseguenze a volte piacevoli e alcune volte no. Non è sempre facile sapere qual è la strada giusta da prendere. E per la scelta che ho compiuto mi sono messa faccia a faccia con le mie paure. O vincevo io o vincevano loro.

La paura più grande riguardo alla decisione di inseguire il mio sogno di viaggiare, il classico mollo tutto e me ne vado in giro per il mondo, mi accompagna tutt’ora nella vita di tutti i giorni. I preparativi per questa grande avventura sono ormai iniziati, ma aver fatto il passo di concretizzare il sogno non mi ha tolto di mezzo la paura.

Prima tra tutte la paura del fallimento, del giudizio altrui, di finire tutti i soldi e dover tornare a casa. Nella mia mente inizia un loop di “e se…e se…e se…”

Nonostante questo il mio pensiero di aver fatto la scelta giusta non è mai cambiato. Riesco a far prevalere la parte meno razionale e più positiva, il classico “vedere il bicchiere mezzo pieno” e cerco di vedere la paura come una mia alleata.

Nella mia crescita personale scelgo di trarre dalle avversità e dalle paure un punto di forza a mio vantaggio.

Ora il mio motto è: “Se una cosa mi fa paura devo cercare di affrontarla”.

Viaggiandomi dentro scopro inoltre come dietro alle mie paure ci siano molte insicurezze o traumi legati al passato.

La decisione di inseguire il mio sogno mi ha sempre fatto paura. Sono una persona con scarsa autostima e abbastanza insicura. Il passo che ho compiuto per affrontare questi lati “carenti” di me è stata la decisione di partire. Lascio le mie certezze (stipendio, casa, routine..) a cui sono rimasta saldamente ancorata per “buttarmi” totalmente in una cosa completamente sconosciuta. So che questo rafforzerà la mia persona e mi aiuterà a scoprire nuovi talenti e nuovi lati di me.

Avere sogni e obbiettivi e’ senza dubbio stimolante e credo che vivere in relazione ad essi sia un modo per rendere la vita più leggera e completa. Inseguire il mio sogno mi ha fatto capire come la vita mi avesse poi creato tutti i presupposti affinchè io riuscissi a realizzarlo.

L’azione porta all’evoluzione.

Ho creato un video IGTV Instagram dove racconto cosa mi ha spinto a inseguire il mio sogno di viaggiare. Clicca qui per vederlo!

Couchsurfing: le cose da sapere

Vorresti fare couchsurfing ma l’idea di ospitare un’estraneo ti mette a disagio? Ecco alcuni consigli . Se conosci qualcuno che lo sta già facendo e ti incuriosisce l’idea di conoscere persone nuove e stringere nuove amicizie da tutto il mondo fare couchsurfing potrebbe fare al caso tuo.

Iscriversi a couchsurfing e’semplice tramite sito o app e la versione base è completamente gratuita. Basta crearsi un profilo, aggiungere i propri hobby e interessi, alcune foto personali ed una breve descrizione di sè. Cerca di essere il più esaustivo e sincero possibile, il profilo che crei verrà preso in considerazione da coloro che intendono chiederti ospitalità o viceversa.

Questa piattaforma è un vero e proprio scambio di ospitalità, io la sto usando al momento come “padrona di casa” per ospitare viaggiatori da tutto il mondo in transito nella mia zona ed ho già avuto 3 esperienze molto positive!

Se stai valutando di ospitare un viaggiatore tieni a mente che:

Prima di confermare l’ospitalità guarda il profilo, scambiatevi messaggi e fai tutte le domande che ritieni opportune per garantire una permanenza serena per entrambe le parti. Non sei obbligato ad accettare la richiesta di soggiorno.

L’ospite alloggerà presso la tua abitazione per il tempo concordato, solitamente si tratta di richieste di 2-3 notti al massimo, altri casi di permanenze prolungate sono un’po meno frequenti.

Mostrare ospitalità condividendo un pasto oppure del tempo assieme farà sicuramente sentire l’ospite il benvenuto in casa, si scopriranno sempre un sacco di curiosità legate alle proprie usanze e tradizioni.

Se non parlate la stessa lingua non è un problema, in qualche modo si riesce sempre a farsi capire, esistono anche i traduttori istantanei vocali!

Se durante la tua assenza in giornata preferisci che l’ospite non stia da solo nella tua abitazione basta accordarsi, solitamente i viaggiatori durante il giorno aprofittano per andare a visitare i dintorni, i tuoi consigli sulle zone più interessanti da vedere o i locali meno turistici ma più caratteristici dove andare a bere o mangiare, saranno per loro ben accetti!

Ho creato un video IGTV sul mio profilo instagram @miviaggiodentro in cui condivido la mia esperieza personale e offro consigli pratici per chi vuole iniziare a fare couchsurfing. Clicca qui per vederlo!

Per concludere prima di avventurarti in questa esperienza chiediti sempre se sei disposto ad accettare a braccia e cuore aperto una persona completamente sconosciuta, se la risposta è si fidati del tuo intuito e iscriviti alla piattaforma.

Fare couchsurfing per me personalmente va oltre l’offrire ospitalità, è uno stile di vita ed un modo di condividere esperienze e instaurare legami. Nelle anime viaggiatrici si specchiano e si riflettono parti di noi, si condivide lo stesso percorso, quello del viaggio terreno verso mete ancora sconosciute e quello del viaggio spirituale verso persone che parlano il nostro stesso linguaggio universale chiamato AMORE. Un’amore che parte dal più piccolo gesto come condividere un pasto, amore per dire “fa come se fossi a casa tua”, amore per “ricambiare l’ospitalità un domani”. Questi sono piccoli gesti d’amore di cui ha bisogno il mondo.

Viaggiatrice Senza Tempo

C’è chi Viaggia per Perdersi, C’e chi viaggia per Ritrovarsi..

Gesualdo Bufalino

Ho passato quasi tutta la vita ad immaginarmi come viaggiatrice senza tempo, la libertà che mi trasmetteva quel sogno ad occhi aperti era un concetto che mi creava un’emozione inspiegabile, la immaginavo come la via d’uscita verso la gabbia interiore fatta di paure e limiti e che mi faceva sentire costretta in una vita che non sentivo mia ma che sembrava apparentemente esser cucita su misura per me. Il tempo scandito dai venti, poi ai trent’anni e quella sensazione strana che mi spingeva sempre di più nel mio nucleo interiore e che mi sbatteva davanti una persona che non ero.. Ho avuto il coraggio di guardare in faccia il mio sogno e di combattere contro il timore di non farcela. Perchè si, se mi ci è voluto così tanto tempo a realizzarlo è proprio per quella paura fottuta e alla costante insicurezza che spingeva via quel sogno dalla mente per chissà quale futuro lontano o per quale altra vita. La paura impedisce all’uomo di raggiungere la vera felicità che sta proprio alla base dei sogni. La paura è un ostacolo della mente. Io sono una viaggiatrice dell’anima senza spazio. A febbraio sarò una viaggiatrice terrena senza tempo.

Chi sono?

Sembra una domanda scontata ma in effetti “Chi sono io?”

Avrei voluto iniziare a raccontare l’aspetto “tridimensionale” di me partendo dalla presentazione di default: “Ciao a tutti sono Sharon, ho 33 anni lavoro in un bar, abito a Vicenza, sono figlia unica, il mio sogno è quello di viaggiare e bla bla bla…Ma se vi dicessi che non so ancora chi sono veramente? Non mi vergogno ad ammetterlo, spesso veniamo identificati con ruoli ed etichette che ci portano ad identificarci in essi quasi da imprimerli e cucirli sulla nostra persona.

Siamo genitori, medici, commessi, bancari, operai, manager e via dicendo. Probabilmente capita di non riconoscersi in un determinato ruolo, un’po come dire si sono un medico ma oltre a quello mi piacerebbe essere anche qualcos’ altro.

Quello che voluto cercare dentro di me va oltre i ruoli che ricopriamo nella vita di tutti i giorni.. Quello di barista in cui mi identificavo da una vita intera non era in risonanza con il mio credo più profondo, con le mie idee, con la vera realizzazione del mio Io, ovvero quello della viaggiatrice senza tempo, e quindi ho iniziato a chiedermi..ma io chi sono veramente?